Anestesia: oggi non è più una storia dolorosa

Si chiama belonefobia una delle paure più diffuse al mondo e si stima che circa una persona su 10
sia terrorizzata da aghi o altri strumenti appuntiti. È facile capire come per queste persone sia
estremamente stressante andare dal dentista perché sono veramente pochi i trattamenti che
possono essere eseguiti senza anestesia, e quindi senza puntura. Per quanto gli aghi siano sottili
e le manovre eseguite con la massima cautela, la domanda del paziente è sempre la stessa: “non
c'è un altro modo?”


Fin da sempre, chi si apprestava ad effettuare atti chirurgici o medici invasivi doveva fare i conti
soprattutto con le “manifestazioni di aperta reticenza” di chi si apprestava a farsi curare, infatti la
chirurgia per moltissimi anni era considerata l'ultima spiaggia della medicina, quando l'alternativa
al trattamento era la morte certa.


I metodi utilizzati per ridurre la sensibilità si sono modificati nel tempo, adattandosi alle scoperte
del periodo storico e alle possibilità del momento. Ad esempio in Mesopotamia si usava applicare
una pressione decisa sul collo del paziente, proprio sulle carotidi, finché questo non perdeva i
sensi😨.

Decisamente meno aggressivi, gli Egizi che cercavano di rendere l'area chirurgica
insensibile abbassandone la temperatura con il ghiaccio e la neve: ma solo quando era disponibile
⛄.

Per molti secoli, si praticò l'uso di spugne soporifere imbevute con mandragora e cicuta🌿per alleviare
il dolore durante le operazioni, ma rimanevano comunque delle vere e proprie torture; neanche l'oppio o
l'hashish, ampiamente importate dal commercio con le Indie, riuscirono a dare completo sollievo al
malcapitato paziente.

La prima somministrazione di agenti anestetici si ebbe dopo la scoperta delle Americhe, quando l'Europa importò gli agenti che usavano i cacciatori per immobilizzare le prede: cocaina e curaro. Peccato, però, che bastasse una piccola disattenzione nel dosaggio per passare dall'insensibilità alla morte😵.


Finalmente a metà Ottocento la farmacologia e la chimica studiarono le capacità sedative di un gas, l'etere. La scoperta avvenne ad opera di un dentista di Boston, William Morton, incuriosito dalle feste studentesche durante le quali i giovani che respiravano l'etere passavano da uno stato di gaia ebbrezza 🕺ad una narcosi profonda e reversibile😪.

La consacrazione avvenne a merito di un paziente che si lasciò estrarre un dente sotto sedazione e ammise di non aver sentito nulla.

La scoperta fu così clamorosa da giungere alle orecchie della regina inglese Vittoria👸che decise di partorire il suo ottavo figlio in anestesia. Era il 1853.

Per millenni, quindi, rimase attuale la descrizione che Celso, un medico dell'antica Roma, diede del medico: “il chirurgo ideale deve essere giovane, forte, coraggioso e risoluto, senza curarsi né spaventarsi delle grida del malato”. Neanche un accenno alle abilità o alle conoscenze mediche: caratteristica fondamentale era una certa inclinazione al wrestling🤼!


È innegabile: l'anestesia è una scoperta fondamentale e imprescindibile per la medicina e finalmente può essere resa completamente indolore.

Infatti, ecco cosa proponiamo ai pazienti che soffrono di belonefobia allo studio dentistico Alessandrini di Porto Sant'Elpidio e Montecassiano:

Una pre-anestesia con protossido di azoto: tramite una mascherina nasale viene erogata una quantità minima di gas che induce uno stato di rilassamento e prepara alla successiva anestesia.

La procedura è vantaggiosa e sicura: leggera amnesia del vissuto.


Al termine dell'appuntamento, la concentrazione di protossido viene ridotto progressivamente fino ad arrivare a zero e, dopo 5 minuti, si è perfettamente in grado di tornare a casa autonomamente, senza nessun effetto residuo.


Non esistono allergie a questo gas in quanto è contenuto nell'aria che respiriamo, quindi può essere somministrato anche ai bambini senza problemi.

Per saperne di più o per fissare un appuntamento, chiamaci:

Studio di Porto Sant'Elpidio | 334 2890583

Studio di Montecassiano | 348 2505309