COSA SONO LE MACCHIE BIANCHE SUI DENTI?

Vi è mai capitato di notare delle piccole macchie bianche sui denti che sembrano spuntate dal nulla 🍄?


Ebbene sì, può capitare, e si tratta di difetti dello smalto che diventano più visibili in condizioni particolari come, per esempio, secchezza della bocca (quando si respira a bocca aperta durante un forte raffreddore).

Queste macchie sono più comuni di quanto si pensa, e proprio a causa della loro eterogeneità, spesso è difficile capire il motivo per cui si siano formate. Pur essendo, nella maggior parte dei casi, asintomatiche, spesso vengono indicate dai pazienti come dei difetti estetici che disturbano l’armonia del sorriso.


Cerchiamo ora di capire, in maniera molto semplificata, perché si formano, come si originano e come possono essere trattate queste macchie dello smalto.


Questi difetti possono essere più o meno evidenti, possono interessare uno o più denti e possono essere suddivise in difetti pre-eruttivi, cioè difetti che si originano sullo smalto prima che il dente permanente erompa in arcata, e difetti post-eruttivi, ovvero difetti che si formano dopo che il dente è spuntato in
arcata. 🦷


Nel primo caso il dente nasce in arcata con le macchie già presenti, quindi possiamo affermare che il difetto è legato a condizioni genetiche, anomalie di sviluppo, intolleranze alimentari, carenze nutrizionali, fattori di carattere ambientale, assunzione di farmaci e/o integratori (es. fluoro per via sistemica) ed altri fattori. Nel
secondo caso
, il difetto è legato esclusivamente all’accumulo di biofilm batterico e la conseguente
produzione di acidi sulla superficie dello smalto.


La caratteristica che accomuna queste manifestazioni è la formazione di uno smalto con uno spessore normale ma di una durezza insufficiente, e si parla quindi di ipomineralizzazione dello smalto.


Se il difetto è profondo, la macchia sarà ben delineata e di un bianco molto intenso, al contrario, se il difetto è poco profondo, la macchia avrà dei contorni più sfumati e un colore più tenue.


Tra le macchie pre-eruttive, le più comuni manifestazioni sono la fluorosi e le lesioni da trauma. La fluorosi è causata dall’assunzione di una quantità eccessiva di fluoro per via sistemica, in fase di formazione dello smalto. E’ comune nelle persone che hanno assunto compresse di fluoro in età infantile o persone provenienti da aree geografiche dove sono presenti acque fluorate. Il fluoro è una molecola che serve a garantire la giusta compattezza e durezza dello smalto, ma se si accumula in eccesso, impedisce la corretta stratificazione dello stesso, e questo si traduce in una differenza di densità e un conseguente aspetto caratteristico a macchie bianche diffuse su tutti, o quasi, gli elementi dentari.

Questo è un caso di fluorosi lieve, le macchie sono presenti su tutti gli elementi, sono di lieve intensità e non causano nessuna sintomatologia.

Le lesioni da trauma sono difetti pre-eruttivi piuttosto facili da individuare. Si originano a causa di un trauma subito dal dente da latte che impatta sulla gemma del dente permanente, ancora in fase di formazione. Il classico esempio: bambino 👶 che inciampa correndo e urta violentemente i denti frontali sul pavimento. Questo trauma causerà sul dente permanente una lesione più o meno intensa, che sarà visibile
sin dall’eruzione del dente sotto forma di una macchia bianca di dimensioni e aspetto variabili.

Come possiamo notare in questo caso, la lesione è molto evidente, di un bianco intenso e ben delineata. Il paziente riferisce una caduta violenta con frattura dei denti da latte, all’età di circa 7 anni. Nella parte superiore del dente, in prossimità del margine gengivale, sono presenti due solchi, anche essi frutto del trauma subito.

Spostiamo ora il focus sulle lesioni post-eruttive. Come già accennato, sappiamo che derivano da un accumulo di placca batterica che intacca l’integrità dello smalto a causa di un forte abbassamento del ph, ovvero un attacco acido. Sono a tutti gli effetti lesioni pre-cariose che, se non adeguatamente trattate, possono sfociare in vere e proprie carie. Sono localizzate molto spesso vicino al bordo gengivale e hanno
una forma tipica a semiluna. Insorgono facilmente dove non riusciamo a rimuovere bene la placca batterica con lo spazzolino, perciò sono molto comuni in pazienti che seguono o hanno seguito una terapia ortodontica (lesioni post-ortodontiche).

Le macchie bianche presenti in foto sono molto evidenti, sono causate dall’attacco acido 🧪 a seguito di un eccessivo accumulo di placca batterica attorno ai brackets dell’apparecchio.


Ora vi starete chiedendo, possono in qualche modo essere trattate queste macchie❓


La risposta è sì, si possono trattare, e pur non essendoci un approccio universale per risolvere tutte queste tipologie diverse una dall’altra, possiamo avvalerci di svariate tecniche per ottenere buoni risultati terapeutici.

Abbiamo detto che la caratteristica che accomuna queste lesioni è che si tratta di aree ipomineralizzate dello smalto. Risulta abbastanza intuitivo che una delle prime strategie da mettere in pratica è la remineralizzazione di queste zone. Remineralizzare significa migliorare la densità e la qualità dello smalto, e lo si può fare apportando nutrimento attraverso ioni di fluoro e di calcio-fosfato. Questi principi attivi sono contenuti, per esempio, nelle vernici al fluoro di uso professionale o nelle mousse/gel di uso
domiciliare
. I processi di remineralizzazione sono piuttosto lunghi e necessitano di un ottimo grado di collaborazione tra paziente e professionista.

Più i difetti sono profondi, più sarà difficile ottenere una remineralizzazione in profondità. Ecco perché spesso si ricorre a trattamenti ancora più specifici. Un’ottima strategia è quella dello sbiancamento: una volta accertato che lo smalto è in salute, si può ricorrere a un trattamento sbiancante per diminuire la
differenza di colore fra la macchia bianca e la superficie circostante dello smalto, che spesso risulta più gialla. Azzerando il contrasto, avremo un ottimo risultato estetico.

In fine esistono dei trattamenti di microabrasione e infiltrazione di resine che ci permettono di ottenere buoni risultati anche su macchie bianche più profonde. In caso di lesioni importanti, irrecuperabili attraverso metodiche minimamente invasive come quelle che abbiamo citato sopra, ci si può approcciare attraverso interventi conservativi, ovvero eliminare lo smalto intaccato e ricostruire la superficie dello
smalto con materiali compositi con alta resa estetica, o l’applicazione di faccette dentali.

Se anche tu hai notato queste macchie bianche, non esitare a parlarne con il tuo igienista/dentista di fiducia. Solo così riuscirai ad avere la soluzione adatta al tuo problema!